Piante tossiche per gli animali

Materiale didattico: Prof.ssa Paola Roncada

Le intossicazioni da piante non sono frequenti, ma quando avvengono sono difficili da diagnosticare per la scarsa evidenza dei segni clinici e la mancanza di informazioni.
Anche alcune piante comunemente presenti nei nostri giardini o all’interno delle nostre abitazioni possono contenere sostanze tossiche che i nostri animali possono accidentalmente ingerire.
Il medico veterinario deve conoscere quali piante possono intossicare gli animali, i sintomi dell’intossicazione e i rimedi. L'anamnesi è molto importante per identificare correttamente la pianta.
In questa sezione vedremo quali sono le più comuni piante che possono dar luogo a intossicazioni, a volte anche molto gravi, negli animali domestici. 

 

 

Piante da giardino 

Ricino

Pianta e semi di ricino

Il ricino (nome scientifico: Ricinus communis) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Euphorbiacee, molto diffusa, coltivata a scopo ornamentale.
La specie più sensibile è il cane, che si intossica per ingestione dei semi o dei panelli, impiegati come fertilizzanti.
I semi contengono una fitotossina, la ricina e un alcaloide, la ricinina. La pianta risulta tossica anche per l’uomo: l’ingestione di 2-3 semi può infatti provocare la morte di un bambino. Tuttavia l’olio di ricino (purgante) non è tossico.

Sintomi

Dopo 18-24 ore dall’ingestione si ha un aumento della temperatura corporea. Gli animali si mostrano assetati. Compaiono vomito, bruciore alla bocca, edema della mucosa buccale e della lingua, diarrea emorragica, coliche, dolori addominali, crampi, oliguria, prostrazione, abbattimento e morte in 2-3 giorni se non si interviene con trattamento sintomatico.

Bella di notte

Fiore della bella di notteLa "bella di notte" (nome scientifico: Mirabilis jalapa L.) è una pianta comune dei nostri giardini della famiglia delle Nyctaginaceae i cui semi e radici risultano tossici.
I principi attivi che la rendono tale sono alcaloidi, resine e arabinosio. La tossicità si esplica a livello del tratto digerente, dove determina soprattutto irritazione. Può causare aborto.

Sintomi

I sintomi dell’ingestione di semi o radici sono dolori allo stomaco, nausea, vomito, diarrea. Inoltre il contatto con la pelle può determinare dermatiti.

Oleandro

Pianta di oleandro

L'oleandro (nome scientifico: Nerium oleander) è un arbusto cespuglioso sempreverde indigeno delle regioni mediterranee.
Il principio attivo è l'oleandrina, un glucoside cianogenetico che svolge a livello cardiaco un'azione simile a quella della digossina.

Sintomi

Nausea, vomito, diarrea sanguinolenta, stomatite, convulsioni, crampi, atassia, aritmie, problemi epatici.

 

 

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Piante da appartamento 

Anche gli steli e le foglie di alcune tra le più diffuse piante di appartamento contengono sostanze tossiche se ingerite da cani o gatti.

Stella di Natale

Foglie e brattee della stella di NataleLa stella di Natale (nome scientifico: Euphorbia pulcherrima), della famiglia delle Euphorbiacee, è una popolare pianta da appartamento, presente soprattutto nel periodo natalizio.
Risulta tossica per cani e gatti. L’intossicazione avviene per ingestione e/o masticazione di foglie e brattee. La pianta contiene una linfa color bianco latte con euforboni, alcaloidi e triterpeni.

Sintomi

La sintomatologia compare con irritazioni delle mucose dell’apparato digerente (più gravi se oculari), dermatiti vescicolari, bruciore a lingua e labbra, edema, congiuntivite, lacrimazione, vomito, diarrea, tremori. La prognosi è in genere favorevole con risoluzione dell’intossicazione.

Monstera

Pianta di monsteraLa monstera (nome scientifico: Monstera deliciosa) appartiene alla famiglia delle Aracee.
Può accadere che cani e gatti mastichino la pianta. Storicamente la sindrome da intossicazione da Monstera deliciosa è stata attribuita alla presenza di cristalli di ossalato di calcio nella pianta. Studi recenti invece indicano la presenza di una sostanza proteica che rilascia istamina. Infatti i segni clinici sono compatibili con una reazione da istamina.

Sintomi

Dopo la masticazione si ha evidenza di dolore e irritazione e compare ipersalivazione. Tuttavia risulta più pericoloso il rigonfiamento a livello faringeo; anche la lingua si gonfia tanto da protrudere fuori dalla bocca. La respirazione è resa infatti difficoltosa, fino ad avere forte dispnea. Indicato il trattamento con antiistaminici.

Dieffenbachia

Pianta di dieffenbachiaLa dieffenbachia (nome scientifico: Dieffenbachia spp.) è una diffusa pianta d’appartamento della famiglia delle Aracee, priva di fiori, la cui linfa provoca intossicazione grave nel gatto, più lieve nel cane, per masticazione delle foglie o degli steli.

Sintomi

L’avvelenamento da dieffenbachia provoca irritazione e intenso dolore a livello di cavo orale, edema ed infiammazione delle mucose buccali, edema della glottide, asfissia, cecità, vomito, ipersalivazione, diarrea, tremori, albuminuria, ematuria, nefrite acuta. Morte o lenta guarigione (8-15 giorni).

 

 

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Bacche di piante ornamentali 

Alcune piante producono bacche che possono costituire un pericolo per gli animali domestici come il cane e il gatto.
Occorre fare particolare attenzione durante il periodo di Natale, durante il quale vengono utilizzate anche all’interno delle abitazioni come decorazioni.

Agrifoglio

Pianta e bacche di agrifoglioL’agrifoglio (nome scientifico: Ilex aquifolium) è un arbusto o albero sempreverde della famiglia delle Aquifoliacee alto fino a 10 metri, con bacche rosse dal fogliame verde scuro lucente.
L’ingestione di bacche e foglie è tossica per cani e cavalli.
I principi attivi sono licina e tannini.
Le bacche contengono sostanze emetiche e purganti: 20 bacche possono uccidere un cane.

Sintomi

I sintomi dell’intossicazione sono vomito, diarrea intensa, torpore, coma e morte.

Vischio

Pianta e bacche di vischioIl vischio (nome scientifico: Viscum album) è un arbusto perenne sempreverde della famiglia delle Lorantacee che vive da parassita su diversi alberi a foglia caduca, come meli peri, pioppi, querce, ecc. Le sue radici penetrano nel legno della pianta parassitata per trarne nutrimento.
Il seme è circondato da una sostanza appiccicosa che contiene viscotossine (viscalbina, visciflavina).
L’intossicazione ha andamento stagionale per ingestione di grandi quantità di frutti nel periodo natalizio.
Le bacche attraggono cani, equini, bovini mentre tordi e merli, che se ne cibano, sono immuni.

Sintomi

L’ingestione determina atassia, midriasi, salivazione, vomito, diarrea, poliuria, ipotensione, coliche e morte se non si interviene mediante trattamento sintomatico.

 

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Trattamento delle intossicazioni da piante 

Non esistono antidoti, il trattamento è puramente sintomatico.

Decontaminazione

  • Igiene della cavità oro-faringea con cotone o spugna
  • Latte freddo
  • Il vomito generalmente avviene spontaneamente; come emetici possono essere eventualmente utilizzati sciroppo di ipecacuana o acqua ossigenata al 3%
  • Carbone attivo e catartico (solfato di sodio)
  • Se l'esposizione è avvenuta a livello cutaneo: pulire la pelle con sapone

Idratazione

  • Soluzione di ringer lattato
  • Metoclopramide e loperamide per controllare il vomito e la diarrea

Controllo della reazione infiammatoria e analgesia

  • Cortisonici (prednisolone)
  • Flunixinmeglumina
  • Antistaminici e ranitidina

Problemi nervosi

In caso di convulsioni: diazepam o fenobarbital

Antibiotici

Quando l’azione irritante produce danni nelle mucose con perdita di sangue.
Ampicillina o amoxicillina in associazione con acido clavulanico.

Conclusioni

Le piante tossiche possono provocare danni sia lievi che gravi. Il rischio è maggiore nei cuccioli e nei bambini. È importante l’anamnesi per identificare correttamente la pianta. La prevenzione consiste nell'informare i proprietari sui possibili rischi.

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